Raramente le serie televisive si trasformano in eventi condivisi da diverse generazioni, ed è quasi impossibile che un telefilm accompagni nella sua messa in onda diverse generazioni di spettatori. Ma d’altronde non stiamo parlando di un telefilm qualsiasi, ma di quello con protagonista un Signore del Tempo (anzi, l’ultimo Signore del Tempo) per cui la parola impossibile non ha il significato che gli attribuiamo noi comuni mortali.

Per quei pochi che ancora non lo avessero capito la serie di cui stiamo parlando è Doctor Who, andata in onda per la prima volta il 23 novembre 1963 e inizialmente pensata dalla BBC come una trasmissione educativa per famiglie, che sfruttava l’espediente del viaggio nel tempo per esplorare fenomeni scientifici ed avvenimenti storici.
Ma già al secondo episodio i piani della direzione si scontrarono con l’unica sceneggiatura disponibile, dall’inequivocabile titolo di “The Mutants” e che prevedeva l’introduzione di quelli che sarebbero poi divenuti i più popolari antagonisti della serie, i Dalek.

Da allora il programma andò in onda per 26 anni continuativi, una stagione all’anno, divenendo un vero e proprio fenomeno nazionale: basti pensare che la sigla della serie era così popolare che i Pink Floyd ne inserirono un estratto nel loro famoso brano One of These Days (i più frettolosi possono andare a 2:38 del video).

http://www.youtube.com/watch?v=hT44cUPZQ2o

La sospensione della serie avvenuta nel 1989 gettò nello sconforto i fedeli appassionati, ma i Whovians (affettuoso termine con cui vengono identificati) non disperarono né fecero mai mancare il loro supporto alle iniziative (romanzi e racconti registrati) che portarono avanti le storie di Dottore e compagni, tanto da convincere l’emittente nazionale inglese a rimettere in cantiere la produzione dello show, che riprese nel marzo 2005 fino ad arrivare ai giorni nostri con l’ottava stagione.
E il 23 novembre scorso si sono celebrati i 50 anni dalla prima messa in onda con un episodio speciale, “Il Giorno del Dottore”, andato in onda in contemporanea in 94 paesi e per questo insignito del Guinnes World of Record, al pari della serie stessa per la sua longevità.
Due sono la peculiarità più caratteristiche di questa famosa serie: il veicolo con cui viaggia il Dottore, il TARDIS (acronimo di Time And Relative Dimension In Space) che altri non è che una vecchia cabina telefonica blu della polizia britannica, di quelle in uso negli anni ’50, molto più grande all’interno di quanto sia all’esterno.

I periodici cambi di sembianze a cui è soggetto il Dottore, spiegati con il fenomeno della Rigenerazione attraverso cui questo alieno può sottrarsi alla morte rigenerando le sue cellule. Dodici sono state fino ad ora le incarnazioni dell’ultimo Signore del Tempo, la prima per vecchiaia ma le successive sempre per ferite mortali.

In realtà la Rigenerazione fu una trovata degli autori per far fronte nel 1969 all’abbandono della serie da parte dell’allora attore protagonista, e poterlo sostituire con un’altro interprete. Ma la prima spiegazione suona molto più fantascientifica.

E se anche voi vi sentite un po’ Whovians dentro, quale miglior occasione delle festività natalizie per poter portarvi a casa un pezzetto del mondo fantastico del Dottore, sia questo una sobria e fedele replica del Cacciavite Sonico del decimo o dell’undicesimo Dottore:

Entrambi con funzionalità di telecomando programmabile per la tv (ma tanto voi terrete il televisore inchiodato sul canale che trasmette Doctor Who vero?), o un simpatico (ed irriverente) Mr. Potato cammuffato con le sembianze di un Dalek o dell’undicesimo Dottore.

E poi poster, Dalek gonfiabili (enormi!), decorazioni per porte e frigoriferi, teiere, coperte, calze, my little pony (si avete letto bene, my little pony) e Tardis gonfiabili per dimostrare con orgoglio il vostro spirito di appartenenza a questa grande comunità!

Ma la caratteristica principe, quella che anche le ultime stagioni sembrano avere mantenuto nonostante la presenza massiccia di effetti speciali, è  l’alta qualità delle sceneggiature, con storie sempre accattivanti e mai scontate, capaci di coinvolgere tutta la famiglia. D’altra parte dietro ai successi delle ultime stagioni c’è lo stesso team di autori capitanato da Steven Moffat, a cui dobbiamo anche la fortunata serie Sherlock.