Ispirata dal lungometraggio “Evangelion 2.0 – You Can (Not) Advance“, secondo capitolo della nuova serie destinata al grande schermo denominata “Rebuild of Evangelion“, Shikinami Asuka Langley “Test Suit ver.” in scala 1/8 segna il ritorno della rossa eroina in casa Alter, dalla quale era assente da pi¨ di 4 anni, data in cui venne pubblicata la nota versione 1/5 in “Plug Suit“.
Grazie all’arrivo di queste nuove pellicole, i fan di Evangelion fin da subito hanno sperato che le grandi ditte produttrici di figures ritrovassero interesse nel produrre nuovi personaggi ispirati alla serie, poichŔ se da un lato la qualitÓ nel corso degli anni sembrava esser migliorata incredibilmente, dall’altro solo Kotobukiya e poche altre fabbriche avevano continuato ad ideare nuove versioni ispirate alla leggendaria serie prodotta da GAINAX.
Fortunatamente grazie al rilancio della saga, i desideri dei fan si sono realizzati, ed esattamente un anno fa, ovvero nel Dicembre del 2010, il colosso giapponese Alter pubblica la sua seconda statua dedicata ad Asuka, dopo quasi due mesi di slittamenti rispetto alla data originariamente fissata.
La rossa eroina, ispirata alle ultime sequenze che la vedono protagonista nel secondo capitolo della serie, indossa il particolare “Test Suit“, ovvero una speciale tuta di pilotaggio introdotta in “Evangelion 2.0” col mero scopo di rinnovare il design del personaggio, giustificandone la presenza grazie al Test d’Attivazione dell’Eva-03, al quale prende parte come pilota. Per questo tipo di evento, la NERV impone ad Asuka l’utilizzo di questa particolare tuta che dovrebbe in qualche modo amplificare le onde armoniche per facilitarne la sincronizzazione con l’unitÓ evangelion che sta per essere attivata per la prima volta.
Con questa serie di spiegazioni, Asuka viene quindi vestita del suo abito pi¨ sensuale, che mette praticamente a nudo le grazie del suo corpo fanciullesco, ma adulto quanto basta per esser caratterizzato da forme tutt’altro che indifferenti.
Seconda ditta a proporre l’eroina in questa veste (la prima Ŕ stata Kotobukiya, che nel Settembre 2010 ne ha messa su mercato una versione analoga in scala 1/6), Alter prende subito le distanze dal suo concorrente, producendo una statica di altissima qualitÓ, che eccelle sotto quasi tutti i punti di vista, divenendo la migliore statua riproducente Asuka disponibile fino ad ora su mercato.
Ci˛ che rende unica e superiore questa figure Ŕ la qualitÓ dei dettagli, che si lasciano ammirare da tutte le angolazioni possibili, poichŔ le scelte del colosso giapponese hanno permesso di produrre una statica fruibile a 360░.
Posta in una posa aggraziata su delle macerie, che altro non sono che la rappresentazione concettuale della triste conclusione del test d’attivazione, Asuka siede su di un fianco di alcuni blocchi di cemento, attraverso i quali passano delle travi di metallo, contorte e deformate dalla terribile esplosione avvenuta a Matsushiro, sede del test di cui sopra.
La posizione del corpo permette ad Asuka di assumere una postura che pone indietro il bacino e, inarcando la schiena e il busto, in avanti il petto, lasciando che le gambe si sovrappongano senza coprirsi, bensý poggiandone una sulle macerie mentre l’altra viene distesa delicatamente verso il basso. Questo gioco di posizioni degli arti favorisce un notevole lavoro di scultura e decorazione, permettendo a Toshiyuki Yagyuu, autore della statua in oggetto, di mettere in evidenza vuoti e pieni del corpo, dettagli del Test Suit, piege di quest’ultima e donare infine al volto e alla lunga chioma un aspetto caratterizzato da dolce eroismo.
Partendo dal capo di Asuka si notano subito i connettori neurali, che a differenza della classica versione standard a triangolo, sono caratterizzati da due grandi calotte semisferiche, dalle quali partono delle antenne che amplificano il segnale per la sincronizzazione con l’Evangelion. La chioma, scolpita in modo da emulare un delicato movimento dovuto al vento, Ŕ decorata con una colorazione castana molto chiara e pastosa, che si stacca dalle versioni proposte da Kotobukiya e Wave in quello stesso anno, ovvero realizzate con un materiale semi-trasparente. La scelta di Alter viene accolta con grande entusiasmo, poichŔ l’effetto trasparente dei capelli non sempre s’incastra a dovere col resto del prodotto che accompagna.
Nel viso di Asuka, che gode di un delicato accenno di sorriso, sovrastato da due grandi occhi azzurri, si trova anche uno degli elementi contestati da diversi fan: le orecchie. Molti hanno infatti espresso il proprio disappunto riguardo alla scelta di scolpirle in modo da essere cosý evidenti. Non si tratta di un errore, poichŔ stÓ al gusto personale il gradimento o meno della scelta, ma sta di fatto che l’averlo notato lo rende un punto debole.
Subito sotto il mento troviamo il microfono col quale la ragazza comunica col centro di comando e, a differenza dell’edizione 1/6 di Kotobukiya, non necessita di assemblaggio poichŔ arriva dalla casa giÓ montato e ben posizionato.
Il “Test Suit” Ŕ sicuramente l’elemento di maggior rilievo in questa statica, poichŔ gode di una finitura semi-lucida che mette in risalto tutti i dettagli e le decorazioni, che si tratti dei numerosi nodi di connessione (di colore verde), delle fasce che li collegano l’un l’altro, o dei tacchetti che spuntano dalle suole delle scarpe.
Tutti questi dettagli, insieme agli altri non elencati, godono di un lavoro di decorazione notevole, privo di sbavature e perfettamente in sintonia con l’intero prodotto. Anche le scritte riportate subito sopra al petto e dietro la schiena sono precise e ben realizzate, cosý come i piccolissimi dettagli del microfono.
Inutile spendere troppe parole sulla scultura del corpo, poichŔ ad Asuka Ŕ stata donata una grazia ed un sex appeal tali da lasciare senza fiato. Le proporzioni delle gambe, del bacino, del busto e del seno conferiscono alla fanciulla una sensuale femminilitÓ che in pochissimi altri casi nel passato le Ŕ stata donata, rendendola indubbiamente una delle versioni pi¨ sexy mai realizzate.
Infine nota di merito alla base, che forse pi¨ di tutto il resto meriterebbe numerose lodi, poichŔ non si tratta di un mero supporto al personaggio, bensý di un vero e proprio diorama, ideato, realizzato e decorato con una cura tale da poter essere paragonato a un prodotto artigianale, molto vicino ai livelli conseguiti dai modellisti professionisti.
Si notino le decorazioni delle macerie, variegate e precise, oppure le attente colorazioni del ferro delle travi, che Ŕ pi¨ brillante e argentato laddove queste ristulano esser spaccate, mentre mostrano una colorazione pi¨ scura e ossidata nelle parti esposte all’aria.
Anche le giunture sono verniciate in modo da risaltare, oltre all’esser precisamente incise, denotando un’attenzione assolutamente sopra la media.
A conclusione di tutto c’Ŕ la base, ovvero un disco di colore arancio trasparente, che sostiene il tutto tramite un’asta in metallo, scelta questa abbastanza intelligente, poichŔ entra in profonditÓ nel blocco centrale del diorama, mentre fa temere una minore stabilitÓ nella basetta in plastica. Timore questo irrilevante, poichŔ il baricentro del prodotto cade perpendicolarmente sul centro della base, scongiurandone brutte cadute.
In conclusione Shikinami Asuka Langley – “Test Suit ver.” Ŕ sicuramente uno dei migliori prodotti mai proposti fino ad oggi, ispirato a uno dei personaggi pi¨ celebri e interessanti della vecchia e della nuova serie di Evangelion.
Un pezzo immancabile nelle collezioni di tutti gli appassionati, che regala una qualitÓ incredibilmente alta rispetto alla fascia di prezzo alla quale appartiene, confermando ancora una volta la superioritÓ di Alter.

Nome: Shikinami Asuka Langley “Test Suit ver.”
Produzione: Alter (Japan)
Scala: 1/8
Anno di pubblicazione: 2010 (Dicembre)
Tiratura: Standard
Prezzo di listino: 7800 Yen

Scultura: 9/10
Decorazione: 10/10
Posa: 9/10
Base: 7/10
FedeltÓ col personaggio originale: 9/10
Confezione: 8/10

Valutazione finale: 9/10